Luoghi dell’arcipelago · isola I di IV
L’isola della piaga
El Pantano
del Diablo
L’unica isola da cui l’inferno stesso consiglia di girare alla larga: una palude millenaria mascherata da paradiso.
L’inganno
Chi si avvicina al Pantano del Diablo non trova la palude desolata che le carte promettono, ma una terra fiorente e rigogliosa: un insediamento vibrante di vita, la spiaggia costellata di fiaccole, e al largo mille luci tremolanti. Il villaggio si stende in pianta ovale, con una fontana al centro, una grande piazza di banchetti, tavoli imbanditi, balli di coppia e musici. La gente è accogliente fino all’inverosimile — troppo, forse. È tutta un’illusione: il rum sa di terra, il cibo non sa di buono, e le ombre cadono dalla parte sbagliata.
Il campanile e le quattro gemme
A nord svetta una chiesa dall’alto campanile. Sull’orologio, ai quattro punti cardinali, sono incastonate quattro gemme preziose enormi, spente: si accendono una a una solo risolvendo gli enigmi che reggono l’illusione. Alla base della torre, quattro campane marchiate coi punti cardinali e una serie di indovinelli guidano chi ha il coraggio di smascherare l’isola.
Il vero volto
Risolto l’ultimo enigma, l’illusione si infrange. La terra geme e la palude si rivela in tutto il suo marciume: l’insediamento fiorente non è che una rovina di settecento, forse mille anni. Una nebbia densa e innaturale si leva dai rami spogli; l’aria si fa greve, satura di morte. I fuochi fatui danzano sull’acquitrino e indicano un sentiero di ciottoli — ma addentrarsi nella palude significa incontrare ciò che vi dimora.
Nel cuore del pantano regna il Lich: nato dall’ultimo sacrificio — quello della Morte — custode di uno dei dobloni e di una verità antica quanto l’arcipelago.
▶ Gli eventi su quest’isola sono narrati nel Capitolo V · El Pantano del Diablo.