Luoghi dell’arcipelago · le navi
La nave di Ogre
La Crimson
Il doppio del Fulgor per stazza, dieci cannoni e una ciurma di sgherri: il predatore che per mezza campagna ha tagliato le onde alle loro spalle.
La nave
La Crimson è il vascello di Ogre, e nel porto maggiore di Galeonia stava fra le navi che contano. Grande almeno il doppio del Fulgor, armata di dieci cannoni, con un equipaggio che si conta a decine: quindici, forse trenta sgherri, selezionati uno per uno fra i peggiori dell’arcipelago. Anche lei tre alberi — maestro centrale, poppa e prua — e una cabina del capitano a poppa, con le finestrelle che danno sul mare.
La prima volta la ciurma la vede emergere da uno squarcio nella nebbia, dietro di loro, che taglia le onde con voracità implacabile. Da quel momento la sua sagoma diventa l’incubo ricorrente di ogni traversata.
Il relitto
La resa dei conti arriva in mare aperto, e la Crimson la perde pezzo per pezzo: l’albero di poppa spezzato da una cannonata e crollato sul proprio ponte, il timone bloccato, le vele accasciate in acqua a fare da zavorra. A chiudere la faccenda è un barile di pece: la Crimson affonda, inghiottita dalle fiamme e dal mare.
Il suo relitto giace sul fondo, e resta lì — un possibile luogo di recupero, per chi avesse il tempo e i mezzi di tornarci. La soddisfazione, però, è amara: la Crimson non c’è più, ma Ogre è ancora vivo, ed è quello il vero problema.
▶ Vedi: Capitolo V · Capitolo VI · Meseta de Rota
— Cronaca della Navigavia · Le isole di El Nido