Cronaca di una ciurma di canaglie

Interludio · tra il Capitolo V e il Capitolo VI

Il Brindisi
di Jack

In cui, tra una tempesta e l’altra, un boccale levato in alto vale più di mille rotte tracciate.

🍻

Lasciato alle spalle El Pantano del Diablo, il Fulgor punta la prua verso nuove acque. La ciurma ha di nuovo il ponte sotto i piedi, il rum nei boccali e, per una notte almeno, nessun mostro all’orizzonte. È una di quelle sere in cui il mare concede tregua e gli uomini si raccontano di essere invincibili. È allora che Jack si alza, boccale in pugno, e reclama il silenzio per dire la sua.

La ciurma del Fulgor riunita attorno alla tavola, boccali levati, alla luce delle lanterne
La ciurma del Fulgor a tavola — boccali levati nella notte

Reclamato il silenzio, si porta il boccale al petto e comincia. E questo è ciò che disse, parola per parola, alla sua gente.

Se c’è una cosa che ho imparato solcando i Mari è che un uomo da solo può avere una buona nave, una buona spada e persino una bella storia… ma senza una ciurma degna finisce comunque a bere da solo e a parlare coi gabbiani. E quelli, credetemi, hanno conversazioni pessime.

Perciò oggi voglio alzare il bicchiere a voi.

A cominciare da Mark. Uomo dal polso fermo e dalla mente lucida, che ci ha guidati fuori dalle segrete di Galeonia quando persino io iniziavo a sospettare che avremmo dovuto abituarci alle catene. E se la sua abilità nel comando è degna di rispetto, il suo rum e il suo tabacco meritano addirittura di essere canonizzati. Ho visto uomini vendere la propria nave per una bottiglia della sua riserva… e sinceramente li capisco.

Ad Esteban. Che quando il destino ci mette con le spalle al muro, sfodera improvvisamente un colpo di genio e ci salva tutti con una brillantezza che rasenta il miracoloso. Peccato che, per il restante novanta per cento del tempo, starebbe benissimo legato sulla punta dell’albero maestro, con una mela in bocca e un cartello con scritto: «Non dategli idee».

Ad Edward. Un gigante dal cuore ancora più grande. Forte come dieci uomini e dolce come una ciambella appena sfornata. Il suo sapere è una bussola senza la quale saremmo già finiti sugli scogli più volte di quante io sia disposto ad ammettere. Eppure, mio caro amico, c’è una sola cosa che temo davvero: che tu possa un giorno vedere in me il fascino di Ubalda. In tal caso, per il bene di entrambi, sarò costretto a gettarmi in mare.

E infine Nick. Ah, Nick. Se gli dei hanno deciso di donarci un paio d’occhi in più, lo hanno fatto sotto forma di questo pirata dall’agilità infinita. Quando noi non vediamo una via, lui l’ha già percorsa. Quando noi non sentiamo un rumore sospetto, lui ha già capito da dove arriva. E quando il silenzio cala sulla nave… lui riesce comunque nell’impresa impossibile di scoreggiare ruttando e ruttare scoreggiando. Un talento che nessun uomo sano di mente dovrebbe possedere, ma che ormai considero parte integrante dell’equipaggio.

E sapete una cosa? Ho navigato con uomini più ricchi, più disciplinati e persino più sobri… anche se, a pensarci bene, no, quest’ultima è una menzogna bella e buona.

Ma mai con uomini migliori.

E allora brindiamo.

Perché abbiamo affrontato catene, tempeste e bastardi di ogni sorta. Abbiamo visto la morte da vicino abbastanza volte da poterle dare del tu. Eppure siamo ancora qui.

Forse non siamo la ciurma più disciplinata.

Forse non siamo nemmeno la più rispettabile.

Ma che gli dei mi fulminino all’istante se esiste un’altra banda di canaglie con cui preferirei condividere il ponte della mia nave.

Noi abbiamo litigato, bevuto troppo, rischiato la pelle più volte di quante io riesca a ricordare e preso decisioni che, raccontate a mente lucida, farebbero rinchiudere chiunque. Eppure, ogni volta, abbiamo affrontato le tempeste insieme.

Perciò alzate i boccali, fratelli miei.

A Mark e al suo rum che potrebbe convertire un santo.

Ad Esteban, che ogni tanto ha la brillante idea di essere brillante.

Ad Edward, che potrebbe spezzare un uomo in due ma preferirebbe offrirgli una ciambella.

Ad agilissimo Nick, terrore dei nasi e salvezza degli occhi.

E alla nostra ciurma.

Che il mare ci trovi sempre uniti, che il vento soffi alle nostre spalle e che le nostre tasche siano sempre piene… perché l’amicizia è una cosa meravigliosa, ma pagare il conto della taverna con l’affetto non ha ancora funzionato una volta sola.

Alla ciurma! 🍻🏴️‍☠️

— Jack

⚓ 7th Sea — Cronaca della Navigavia · El Nido