Personaggi non giocanti

Ritratto di Cinna
Cinna — l’ex generale

Cinna

Ex generale di Ogre · si è fatto rinchiudere da solo

Basso, tozzo, tutto muscoli e cicatrici, con un martellone accanto e quella che sembra una pentola calata in testa. Un giorno si è presentato alle prigioni di Galeonia e ha chiesto di entrare; gli hanno detto di no, ed è entrato lo stesso.

Ex generale di OgreMartelloneTimoniereNon vuole più combattere
⚘

Cosa sappiamo finora

Il primo a parlare di lui è Blanche, che di contatti a Galeonia non ne ha più nemmeno uno: le resta soltanto il ricordo di un generale di Ogre che si è rifiutato di combattere ed è finito nelle prigioni. Il nome non lo sa. Il nome è Cinna.

Nessuno lo ha rinchiuso: è andato lui alla torre e ha chiesto di entrare. Gli hanno detto di no, ed è entrato comunque, si è seduto in una cella e non si è più alzato. Lì dentro gli portano da mangiare quello che chiede e nessuno gli ordina di uccidere nessuno, e a lui va benissimo così. Ha combattuto troppo nella sua vita, e ha scelto liberamente di smettere.

Quando Esteban e Nick lo raggiungono, li caccia più volte — e ha pure ragione: uno gli piomba addosso a fare domande, l’altro entra da una finestra, uccide un uomo e viene a farne altre. Paura, dice, non ne ha: ha visto di peggio. Non gli interessa l’oro, non gli interessa la vendetta, e sul tesoro è ancora più netto: «Il tesoro di Crono è una maledizione. Sono morti tutti quelli che lo cercavano.»

Quello che lo fa fermare è un’altra cosa: sentirsi dire che a El Nido quei quattro non ci sono arrivati per il tesoro, ma da prigionieri, e che l’unica cosa che vogliono è tornare a casa. Alla domanda su cosa sappia fare oltre a combattere risponde che sa tenere un timone — esattamente il posto che sul Fulgor è rimasto vuoto.

Non dà una risposta. Si alza, prende il martello, esce dalla cella e poi dalla torre, trascinandolo sul selciato mentre una decina di guardie rosse si scansano senza fiatare. Va in taverna, mangia due volte a spese di Esteban, e lascia l’unica frase che ha intenzione di lasciare: «Avete detto che partite domani. Ci vediamo domani.»

Nel Capitolo IX accompagna la ciurma perché gliel’ha chiesto Monise, e mette subito le cose in chiaro: timona la nave, ma il martello resta dov’è. Passa al timone del Fulgor riconquistato e lo guida sotto le cannonate e nella manovra del «freno a mano». Quando Esteban torna a bordo, gli chiede a chi obbedire: «Mantieni i suoi ordini», gli risponde Esteban, indicando Mark.

▶ Vedi: Capitolo VIII · Ritorno a Galeonia · Capitolo IX · Il cuore del vulcano

— Cronaca della Navigavia · Le isole di El Nido