Personaggio giocante

Ritratto di Nick
Nick — Vedetta del Fulgor

Nick

Vedetta del Fulgor

Occhio di falco in coffa e mani svelte a terra. È il primo a gridare «Terra!» e l’ultimo a perdere la calma — quando serve, sa anche essere persuasivo nel modo sbagliato.

VedettaScalatoreTrasformazioneCabala rutenese
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Biografia e background in arrivo. ⚓
Questa è una pagina segnaposto: il racconto completo di Nick verrà aggiunto presto.

Cosa sappiamo finora

Quando il Capitolo V chiama la ciurma a darsi dei ruoli, nessuno scruta l’orizzonte come lui: Nick viene issato a Vedetta del Fulgor — il primo paio d’occhi a scorgere la salvezza, o il pericolo.

Nel Capitolo V è Nick a minacciare il sindaco per entrare nel campanile, e ad arrampicarsi su per i pioli della torre per staccare la croce e infrangere l’illusione del sole. Durante lo scontro col Lich, quando la creatura tenta di colpirlo, una civetta di luce — Baba Yaga — lo protegge: in quel gesto qualcosa si risveglia in lui, una trasformazione e un potere nuovo.

Nel Capitolo VI porta al culmine ciò che Baba Yaga aveva risvegliato. Nella battaglia contro la Crimson si cala da una corda come una carrucola e sgozza gli sgherri saliti a bordo, poi saccheggia la cabina di Ogre. Ma è nei cieli, contro Tiamat, che completa per la prima volta l’intera trasformazione alata: si getta in picchiata come un falco pellegrino sull’occhio che cela il doblone, sfiorando la morte pur di riportarlo alla ciurma.

Nel Capitolo VII è il primo a rimettere in moto la ciurma dal blocco celle dell’aldilà, e nel dormitorio soffoca con un’amaca a brandelli una granata innescata alla deriva, salvando tutti appena in tempo. Nell’armeria si getta a mani nude su quello che crede un forziere: è invece un Mimic, che gli morde via la mano destra prima di essere abbattuto e restituirla. Nella sfida di rime contro Sans punta, con la consueta sfacciataggine, il proprio pisello.

Il Capitolo VIII lo mostra per la prima volta senza rete. È lui a ritrovare Blanche nella propria cabina chiusa a chiave — e a incassarne i calci finché non cede e la slega. Sotto la torre-prigione di Galeonia si fa lanciare da Edward fino a una feritoia del primo piano, si arrampica sui mattoni fuori posto e si infila dentro; la guardia che trova non fa in tempo a gridare. È il suo primo omicidio a sangue freddo: le taglia la gola, ne nasconde il corpo in una cella vuota e ne indossa i vestiti.

Quando la Fulgor lascia il porto senza di loro, la trasformazione gli obbedisce senza esitazioni: vola basso sopra i tetti per arrivare per primo alla banchina. E quando non resta altro da fare, si taglia il palmo della mano con il pugnale, lo appoggia sul legno del molo e recita una cabala in rutenese — il giuramento che quel sangue si rivolterà contro chi l’ha causato.

Nel Capitolo IX è lui ad aprire l’arrembaggio del Fulgor: il rampino nel timone, la corda tesa, i coltelli nella giugulare delle guardie. Contro Ogre combatte trasformato, e chiude la partita lanciandogli nella fronte il coltello che Blanche gli aveva affidato. Quando il doblone ingoiato dal gigante affonda con lui nel magma, Nick ci infila il braccio senza pensarci e lo riporta su. Il braccio ne esce carbonizzato: Serges ne scaccia il dolore, ma non tornerà mai come prima.

▶ Vedi: Capitolo V · El Pantano del Diablo · Capitolo VI · Meseta de Rota · Capitolo VII · Il Mare dei Morti · Capitolo VIII · Ritorno a Galeonia · Capitolo IX · Il cuore del vulcano

— Cronaca della Navigavia · Le isole di El Nido