Personaggio giocante

Ritratto di Edward
Edward — Nostromo del Fulgor

Edward

Nostromo del Fulgor

Il più forte di braccia della ciurma. Nel Capitolo V è lui a ricevere il terribile «dono» del Lich: trafitto e ucciso, torna in vita quando Skullo gli cede il proprio cuore.

ForzaArtigli di luceSegnato dal LichCuore di Skullo
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Biografia e background in arrivo. ⚓
Questa è una pagina segnaposto: il racconto completo di Edward verrà aggiunto presto.

Cosa sappiamo finora

All’inizio del Capitolo V, quando la ciurma si spartisce i ruoli, le braccia più forti del Fulgor non potevano avere che un destino: Edward viene nominato Nostromo — l’uomo che tiene in pugno il ponte e fa filare l’equipaggio.

Edward porta da sempre un bracciale che, davanti alla sagoma del Lich nella palude, prima si incrina e poi si frantuma in mille scaglie. È lui a spezzare lo stallo dello scontro, facendo erompere dalle mani artigli di luce che dissolvono l’ombra. Per questo il Lich lo sceglie: lo trapassa con un braccio scheletrico e gli concede le visioni del passato dell’arcipelago. Muore — e rinasce col cuore del leggendario navigatore Skullo che batte al posto del suo.

Nel Capitolo VI si risveglia dal coma e racconta alla ciurma la visione ricevuta dal Lich, riconoscendo nell’antico capitano straniero il volto di Skullo. In volo contro Tiamat è la sua cannonata di luce a staccare il doblone dell’aria. E quando la ciurma si recide le vene per raggiungere Jack, è il suo corpo a fare da tramite: gli occhi gli si accendono di rosso abbagliante e Skullo prende a parlare attraverso il suo cuore.

Nel Capitolo VII è lui, ridotto a un colosso senza nome né memoria, costretto a pulire senza sosta il blocco celle di una nave-prigione: riconquista sé stesso solo nello scatto di rabbia scatenato da Esteban, sfondando una porta di cella a mani nude. Ritrovato il proprio nome, lo rivendica ad alta voce anche nella sfida di rime contro lo scheletro Sans. Nel duello contro Alucard infilza col coltello i musicisti fantasma che ne alimentano la rigenerazione, e sui boccaporti del dormitorio della ciurma è fra i primi a scorgere, insieme a Mark, il Mare dei Morti e le anime che vi galleggiano.

Nel Capitolo VIII è lui a scoprire che Blanche è sparita dalla cabina in cui l’aveva legata per precauzione, lasciando soltanto le corde tagliate di netto. A terra gira Galeonia con Nick senza cavare un ragno dal buco, e sotto la torre-prigione si presta a fare da catapulta: intreccia le mani e lancia il compagno verso la feritoia del primo piano, poi resta fuori a coprire.

È anche il capitolo in cui il suo segreto più grande viene detto ad alta voce a un estraneo: Jack racconta a Barbarossa che Skullo si è sacrificato per riportarlo indietro, e che adesso vive dentro di lui.

Nel Capitolo IX trova nel proprio letto sul Fulgor una sorpresa pagata da Nick: Ubalda, la ragazza della taverna di Galeonia. Nel cuore del vulcano, per la prima volta, Skullo gli concede un dono — «Ragazzo… solo per questa volta» — e per qualche secondo Edward sparisce alla vista, per ricomparire alle spalle di Ogre e colpirlo alla gola. Con i suoi artigli di luce frena la corsa del gigante verso il magma. Afferrato per il collo sopra la lava, è salvato da Serges.

▶ Vedi: Capitolo V · El Pantano del Diablo · Capitolo VI · Meseta de Rota · Capitolo VII · Il Mare dei Morti · Capitolo VIII · Ritorno a Galeonia · Capitolo IX · Il cuore del vulcano

— Cronaca della Navigavia · Le isole di El Nido