Personaggi non giocanti

Ritratto di Skullo
Skullo — il navigatore d’ossa

Skullo

Detto anche Bone · il navigatore d’ossa

Uno scheletro con gli occhiali tondi e scuri, che compare quando gli pare e sparisce senza salutare. Indica rotte che nessuno gli ha chiesto, dà consigli che nessuno vuole sentire, e ride di gusto ogni volta che la ciurma sta per fare qualcosa di irreparabile.

Navigatore d’ossaOcchiali tondi e scuriRotte e presagiRiti di sangueVan Der Skull
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Cosa sappiamo finora

Bone — che gli uomini chiamano anche Skullo — è il leggendario navigatore d’ossa che si materializza dal nulla sul ponte del Fulgor e altrettanto in fretta si dissolve. Non appartiene alla ciurma e non prende ordini da nessuno: arriva, sputa sul legno la rotta da seguire, aggiunge un avvertimento che di solito viene ignorato, e se ne va. «Non addentratevi nella palude», sibila prima di El Pantano del Diablo — e per una volta non sta scherzando.

È nel Pantano che fa la cosa che lo lega per sempre alla ciurma. Con il cuore di Edward ormai fermo, Skullo gli affonda le dita nel petto, gli strappa via il cuore immobile e al suo posto vi spinge dentro il proprio. Quel che resta di lui crolla al suolo, un mucchio di ossa secche sul fango. Da quel momento Skullo non è più una presenza che va e viene: è una voce che vive dentro Edward, e risponde quando lo si chiama.

Chi fosse in vita lo si scopre soltanto a Meseta de Rota, dalla visione che il Lich consegna a Edward. Lo straniero con gli occhiali tondi e scuri approdato secoli prima su El Nido con la sua ciurma e un’intera flotta — quello che non venne a conquistare, ma si stabilì fra le tribù, si mescolò a loro, prese moglie e mise al mondo dei figli — era lui. Quando l’orizzonte si riempì di vele nemiche, Skullo combatté per quella che ormai era la sua terra. Fu catturato insieme ai suoi, trascinato in un’altissima torre di pietra e lì torturato a morte. La torre è la stessa in cui, secoli dopo, la ciurma lo ha ritrovato.

Da dentro Edward continua a intervenire, sempre all’ultimo momento utile e sempre con il minimo di parole possibile. È sua la voce che grida schiocca le dita! mentre il Fulgor precipita dal cielo, e il colpo che avrebbe sfondato lo scafo si trasforma in un atterraggio quasi gentile.

Quando Jack scompare, è a Skullo che Edward si rivolge. La risposta è una domanda: cosa siete disposti a fare per salvare il vostro amico? Siete disposti ad addentrarvi in luoghi da cui nessuno ha mai fatto ritorno? Le sue istruzioni per il rito sono tanto semplici quanto folli — sedersi in cerchio e recidersi le vene dei polsi, «ma attenti a non tagliare troppo fondo, altrimenti non potrete più impugnare le spade dove state andando» — e, alla domanda su come si torni indietro, Skullo ammette senza imbarazzo di non saperlo. Poi prende possesso del corpo di Edward, parla attraverso il suo cuore, e apre il vortice di fiamme verdi che spalanca il Mare dei Morti. «Tenetevi forte, perché questo non si vede tutti i giorni.»

Nel Capitolo VIII il suo nome torna da una direzione inattesa. Raccontando a Barbarossa come la ciurma abbia perso il proprio navigatore, Jack rivela che Skullo si è sacrificato per riportare indietro Edward e che adesso vive dentro di lui. Poco dopo è Barbarossa a restituire il colpo: la donna che amava, la madre di Ogre, era discendente diretta dei Van Der Skull. La casata è quella di Skullo — il che fa del peggior nemico della ciurma un lontano parente del navigatore che le ha aperto ogni rotta.

Nel Capitolo IX, nel cuore del vulcano, la sua voce torna a farsi sentire nella testa di Edward — «Ragazzo… solo per questa volta» — e gli concede per qualche secondo il suo vecchio trucco: sparire alla vista.

▶ Vedi: Capitolo V · El Pantano del Diablo · Capitolo VI · Meseta de Rota · Capitolo VII · Il Mare dei Morti · Capitolo VIII · Ritorno a Galeonia · Capitolo IX · Il cuore del vulcano

— Cronaca della Navigavia · Le isole di El Nido